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Categoria: Libri Pascal Editrice

Libri disponibili anche in sottocategorie:

A casa di Emily (3)     La sapienza delle cose (3)     L'anima diffusa (20)     Le notti (16)    
Giorni /persone e storie (19)     Rivista - Il Chiasso Largo (13)     Celeste e rosa (3)     Popoli, chiese e castelli (4)    
Nova Humanitas (1)     Intermezzi (2)     I Colonnini (1)     La voce narrante (3)    
Banda Larga (3)     Gli Stivali del Gatto (1)    

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La contesa dei vini   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice


Autore : Maria Teresa Santalucia Scibona

Prezzo : 10,00 €
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Descrizione : Anche stavolta Maria Teresa Scibona, seppure in una dimensione molto diversa da quella che le è abituale, tiene fede al proprio impegno “creativo”, evocando, in questa disputa gioiosa, combattuta a suon di sapori e di aromi, l’idea (consolante) della bellezza e della piacevolezza dell’esistere. Chi l’ha detto che il poeta deve essere sempre triste, serio, malinconico? Chi gli impedisce di vedere il meraviglioso della vita che, come insegna Aristotele nella sua Metafisica, è alle radici del pensiero umano? Giacché, appunto, “Gli uomini hanno cominciato a filosofare... a causa della meraviglia”, del Tauma, dello stupore che si prova - che le anime sensibili provano - di fronte allo spettacolo straordinario quotidianamente offerto dalla vita.

ISBN: 88 - 7626 - 005 - 6

Pagine: 40

Dimensioni: 14x21

Sito: www.scibona.org


Questo libro è stato aggiunto : Giu 02, 2006
Punti: 1214
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La villa degli amanti   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / La voce narrante


Autore : Sofia Scaramelli

Prezzo : 10,00
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Descrizione : Un amore che attraversa i secoli, i millenni: Catullo e Lesbia, coppia di amanti che da sempre illumina di sé l’immaginario collettivo, sembrano reincarnarsi in un uomo e una donna d’oggi. Il giovane e ingenuo ingegnere Valerio Catuli e la spregiudicata donna d’affari Claudia, riflettono caratteri e personalità di quei due famosi amanti della Roma antica e al centro della vicenda che li accomuna si trova un’antica villa romana, la “villa degli amanti”, sepolta nel sottosuolo della “Città Eterna”. Il loro amore, sensualissimo e crudele, si intreccerà a intrighi, agguati e violenze la cui posta è la conquista di un favoloso tesoro. La soluzione di un antico rebus latino, attraverso una serie continua di colpi di scena, porterà verso un finale che, in realtà, sembra aprirci la porta su di una nuova storia. ISBN:978-88-7626-119-0

Pagine 153

Dimensioni:15x21


Questo libro è stato aggiunto : Mag 21, 2012
Punti: 1229
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Oltre il monte   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / La voce narrante


Autore : Elisabetta Tosatti

Prezzo : 10,00
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Descrizione : “In Ecuador, nella provincia amazzonica, cioè la parte orientale del Paese, non siparla di selva, di giungla, né tanto meno di foresta, ma di “Monte”. Questa parola racchiude tutto un mondo verde, misterioso e possente, nel quale l'uomo spesso si perde e ogni tanto si trova.” Ai margini di questo mondo, lungo la linea invisibile ma incombente dell’equatore, si incrociano i destini di due donne: l’indigena Clarabella, semplice e spontanea, come la sua innocente bellezza e la Señora per la quale lavora, una giovane donna europea, colta e sensibile. L’incontro fra due culture pur così distanti riuscirà a generare un’amicizia profonda, ma affetto e comprensione non possono eliminare del tutto il peso delle diversità legate ad ancestrali imprinting. Il messaggio che Elisabetta Tosatti ci suggerisce con questo suo bel libro è forse che ogni incontro, ogni integrazione non può prescindere dalle diversità, ma anzi deve partire da esse per costruire una nuova armonia. ISBN:978-88-7626-114-5

Pagine 208

Dimensioni:15x21


Questo libro è stato aggiunto : Dic 12, 2011
Punti: 1242
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Il Chiasso Largo - Numero 4   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Rivista - Il Chiasso Largo


Autore : Pascal Editrice

Prezzo : € 5,00
Ordina ora prosso 365 Bookmark.it
Descrizione : Noi, ragazzi degli anni ‘50 Quelli nati, come il sottoscritto, nei primi anni cinquanta del secolo passato hanno avuto un singolare destino. Sono entrati nell’età della ragione mentre l’Italia viveva un momento magico, il boom economico. E anche nel mondo sembrava che le cose non andassero poi tanto male: la seconda guerra mondiale era finita l’altro ieri, i buoni avevano sconfitto i cattivi, il colonialismo declinava, c’era la guerra fredda ma cominciava la “distensione”. Il Vietnam ancora non sapevamo dove fosse. A scuola si assegnavano i temi sul “progresso”. L’umanità non aveva ancora preso coscienza dei prezzi che l’indiscriminato saccheggio delle risorse naturali avrebbe comportato. Il buco nell’ozono ancora non c’era, o almeno non ce ne eravamo accorti. Da noi la Fiat 600, la televisione, i frigoriferi e le vendite a rate cominciavano a persuadere un popolo tradizionalmente povero di avere finalmente, e pacificamente, conquistato il “posto al sole”. Quando un bimbo entra nell’età della ragione e comincia a prendere coscienza della realtà che lo circonda, è fatalmente portato a credere che il mondo sia così, come lo vede in quel momento, e basta; che così, naturalmente, devono andare le cose. Quindi noi, bambini degli anni cinquanta, innocentemente credemmo che i presidenti degli Stati Uniti non potessero che essere tutti come John Kennedy, i papi come papa Giovanni; che fosse normale avere politici della levatura di Nenni, Moro, Saragat, La Malfa, Togliatti… Nessuno ci avvertì che invece stavamo vivendo un momento eccezionale, che come tutte le cose straordinarie sarebbe durato poco. Il fatto è che, forse, anche i nostri padri, che avevano attraversato le tragedie della guerra, si illudevano che fosse cominciata “l’età dell’oro” o, semplicemente, che la sfiga fosse finita. A noi parve del tutto normale che nel panorama letterario campeggiassero, tutti insieme, Gadda, Pasolini, Fenoglio, Moravia, Pratolini, Buzzati, Ginzburg, Testori, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Raboni, Caproni, Luzi; che si stampassero riviste come “Officina”, “Nuovi Argomenti”, “Belfagor”. Quando mettemmo da parte “Cuore” e “I Ragazzi della via Pal” e cominciammo a leggiucchiare, magari di nascosto, qualcosa più “da grandi”, quelli trovammo. Analogamente demmo per scontato che il cinema fosse popolato da signori come De Sica, Rossellini, Antonioni, Visconti, De Santis, Comencini, Risi, Vancini, Zurlini, Pontecorvo, Zeffirelli, Monicelli, Germi, Rosi, e ci parve ovvio che essi avessero a disposizione attori come Gassman, Tognazzi, Manfredi, Mastroianni, Anna Magnani, Totò, Peppino, Fabrizi… alcuni dei quali ci prendemmo persino il lusso di giudicare attori “di cassetta”. Naturalmente era anche cosa di tutti i giorni che in teatro operassero Strehler, Eduardo De Filippo, la compagnia dei “Giovani”, Squarzina, Scaparro… E nella musica? Sbocciava in quegli anni la “scuola di Genova”, la stagione dei grandi cantautori. Il che ci convinse che le canzoni non potessero che essere quelle di Paoli, De André, Guccini, Ciampi, Bindi, Tenco, Lauzi, Martino, Endrigo, che insomma fosse la cosa più semplice di questo mondo comporre “Il cielo in una stanza”, “La canzone di Marinella” o “Auschwitz”. Quando proprio si voleva volare basso e andare sul commerciale “da sartine”, ti ritrovavi in compagnia di gente come Modugno, Celentano, Di Capri…(!) Un periodo di straordinario vigore ideale, di intenso fermento culturale e artistico. Breve. Che presto, troppo presto, imparammo a rimpiangere. No, signori: non venite a raccontarmi la storia che quando si invecchia nasce fatalmente la nostalgia del passato, che è naturale che ognuno guardi all’epoca della propria gioventù come all’eden perduto… Non diciamo fregnacce. Sfido chiunque a trovare in periodi precedenti o successivi della storia d’Italia del ventesimo secolo (mettendoci dentro, in omaggio, anche questo quasi primo decennio del ventunesimo) una fase caratterizzata da una proposta culturale quantitativamente ricca e qualitativamente alta, da una spinta innovativa, da una genialità creativa come quella che abbiamo vissuto dalla fine della guerra fino al termine dei favolosi anni sessanta. E non ho parlato di pittura, di architettura, del design… Quelli furono anni formidabili, non la stagione dei Capanna e degli Scalzone. Anzi a me viene da pensare che una delle origini storiche del ’68 (che quest’anno compie mezzo secolo e tanti auguri) stia proprio nella delusione patita da una generazione che aveva ingenuamente creduto nei miti dei “due Giovanni”, degli “americani buoni”, del progresso tecnologico al servizio dell’umanità e non, invece, del profitto di una parte infinitesimale di essa che sfrutta la rimanente. Ma lasciamo perdere il ’68, illusioni e delusioni; rimane indubitabile che per noi, che ci affacciammo alla consapevolezza in quell’epoca così rigogliosa di talenti, suggestioni e idee, questo che viviamo è il tempo delle povertà: abbiamo voluto rinunciare alle ideologie, ma abbiamo perso anche gli ideali. Pure le semplici idee scarseggiano. L’impulso originale della nostra creatività, nella letteratura come nel cinema, tende a uniformarsi a modelli, schemi e canoni d’oltreoceano che, di regola, quando ci raggiungono sono già logori. I modelli che emergono dai media sono stereotipi conformi alle logiche e alle esigenze del consumo: nella televisione e sui giornali presto la spazio pubblicitario supererà da solo quello complessivamente dedicato a spettacolo, informazione, intrattenimento e sport… La presenza dell’intellettuale nelle televisioni è ormai tassativamente legata all’esibizione dell’ultimo libro, ultimo film, ultimo cd, prodotto dal medesimo. Circa sessant’anni fa, Pierpaolo Pasolini aveva previsto tutto questo. Non lo capimmo, non lo ascoltammo. È il destino dei grilli parlanti; dei rivelatori di verità scomode. Il Paese che ci sta intorno, con città sepolte dalla spazzatura, una criminalità organizzata divenuta industria, la violenza endemica, una classe politica inefficiente, spesso corrotta, è il risultato dell’indifferenza che abitualmente lascia cadere nel nulla ogni richiamo ai valori. I ragazzi degli anni ’50, che insieme a Kennedy sognarono la nuova frontiera, vivono con disagio, smarrimento tutto questo. Ma quei ragazzi, che da decenni non sono più tali, che cominciano ad avere i capelli grigi, che hanno vissuto un mondo diverso, hanno il dovere di ricordare, di trasmettere, di rappresentare. Quando io avevo sedici anni ascoltavo De Andrè e Guccini, non Rabbagliati, come aveva fatto mio padre a quell’età. Per i sedicenni di oggi, invece, De Andrè è un mito e vanno in massa ai concerti di Guccini. Quando io avevo sedici anni non leggevo Pitigrilli o Guido Da Verona, leggevo “Il giovane Holden” o “Lessico familiare”, che però vengono letti anche dai sedicenni di oggi. Ecco, si potrebbe cominciare da questo. Da quel poderoso patrimonio di valori condivisi che i creativi, trasgressivi, libertari primi anni sessanta riuscirono a costruire e che, dopo aver attraversato i decenni, sono vivi ancora oggi.
Questo libro è stato aggiunto : Ago 06, 2008
Punti: 1249
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LA MODA NELLA TOSCANA DEL '300   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Popoli, chiese e castelli


Autore : SILVIA BRUNETTI

Prezzo : 15,00
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Descrizione : “Guarnacca”, “cappuccio a gote”, “tabarro”... Parole delle quali pochi, oggi, conoscono il significato; parole che identificavano capi d’abbigliamento molto diffusi un tempo; un tempo straordinario e meraviglioso: il Medioevo toscano: un’epoca che rappresenta uno dei massimi vertici della creatività umana nell’arte, nell’architettura, nella letteratura, come ancor oggi testimonia lo splendore delle città della Toscana. Questo libro ci riporta nell’incanto di quei secoli e, in particolare, nella loro quotidianità, cogliendo i nostri progenitori toscani in uno degli aspetti più personali: il vestire. Anche nel Medioevo, proprio come oggi, esisteva la “moda”. A volte veniva da fuori, in particolare dalla Francia, come adesso. Altre volte nasceva sulle nostre lastre. Non era democratica: vi erano capi e perfino colori che solo i signori potevano permettersi. Le tinture costavano, sicché il rosso o il giallo erano riservati ai ricchi, per i poveri c’erano solo il nero o il “bigio”. Tuttavia esisteva una varietà di capi, fogge e acconciature che comunque rendevano movimentato e vario il vestiario di quei nostri avi. La documentata ricerca di Silvia Brunetti fa giustizia dei rozzi stereotipi costruiti da certo “cinema in costume”, che raffigura sempre cavalieri e dame paludati oltremisura in vesti ampie e lunghe e ci consegna, invece, una fedele rappresentazione dell’abbigliamento medievale così come esso effettivamente era: colorato, vivace, a volte anche “trasgressivo”. Il che ci conferma – ma già lo sapevamo grazie alle pagine del Boccaccio o del Sacchetti-, come quella umanità non fu, alla fine, tanto diversa da noi.

ISBN:978-88-7626-109-1

Pagine 213

Dimensioni:14,5x21


Questo libro è stato aggiunto : Nov 10, 2011
Punti: 1249
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Il Chiasso Largo - Numero 3   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Rivista - Il Chiasso Largo


Autore : Pascal Editrice

Prezzo : € 5,00
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Descrizione : Da un quotidiano del 9 ottobre, apprendo che una recente indagine statistica ha rilevato che in Italia, negli ultimi anni, si è letto in molti meno, ma molto di più: è diminuito il numero dei lettori, ma è aumentato il numero dei libri venduti. Gli italiani che amano la lettura sono sempre meno, tuttavia questo “zoccolo duro” dedica sempre più tempo alla propria passione. Dunque tra i lettori non troverebbe applicazione un concetto ispirato a logiche egualitarie o solidaristiche, tipo: “Leggere meno, leggere tutti”. Vale invece il “Meno siamo, meglio leggiamo”. D’altro canto non è certo colpa di chi legge se la maggior parte dei propri concittadini non lo fa. Semmai potrebbe essere colpa di chi scrive, o di chi pubblica. Ma, alla fine, perché tormentarci se tanta gente non vuol saperne di prendere in mano un libro? Peggio per loro, mi viene da dire. Questo sarà probabilmente un atteggiamento poco responsabile o scarsamente civico, perché la diffusa ignoranza del nostro popolo (il nostro è uno dei paesi dove si legge meno, nel mondo progredito) è, a mio avviso, alla base di molti dei suoi problemi. Ma la cultura è una di quelle cose che non si possono prescrivere come le medicine, né emanare per decreto legge. Certo dovrebbe pensarci la scuola a stimolare l’interesse, la curiosità verso la lettura. Ma la nostra scuola, nelle condizioni in cui versa, è già tanto se riesce a procurare ai ragazzi un’istruzione, figuriamoci la cultura o la voglia di costruirsene una. Magari è giusto, quando se ne ha l’occasione, invitare la gente ad accostarsi al libro. Io, normalmente, lo faccio cercando di spiegare come la nostra vita quotidiana sia intessuta di letteratura. A esempio: viviamo bombardati da slogan pubblicitari che spesso traggono la loro ispirazione da luoghi letterari. Sfoglio una pubblicazione di automobilismo e trovo che c’è una piccola city car denominata “Cuore” (De Amicis). Qualche pagina dopo scopro che una lussuosa berlina viene reclamizzata con queste parole, “La quiete e la tempesta” (Leopardi). Gli spot che ci assalgono dalla televisione sono frequentemente ispirati da film che, a loro volta, sono tratti da opere letterarie… Cerco di far capire al mio restio interlocutore di turno che, se non sei tu a leggere i libri, sono i libri che leggono te; nel senso che coloro che li hanno letti hanno un vantaggio che gli consente di interpretarti e magari anche gestirti. Perché leggere molti libri è come vivere molte vite; significa moltiplicare in modo esponenziale la propria “esperienza”. Insomma vivere senza leggere è come utilizzare un complesso macchinario, senza aver letto il libretto delle istruzioni. Certo il macchinario potrà mal funzionare anche se si è studiato il libretto, ma se non lo si è fatto la cosa è pressoché inevitabile. Ci provo, ma non so con quali risultati. E allora consoliamoci con la parte buona della notizia: chi legge, legge più di prima. È un dato importante. Gli altri non sanno cosa si perdono.
Questo libro è stato aggiunto : Nov 20, 2007
Punti: 1258
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Il sogno del cavallo   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / L'anima diffusa


Autore : Maria Teresa Santalucia Scibona

Prezzo : 10,00
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Descrizione : Questo volume raccoglie poesie composte da Maria Teresa Santalucia Scibona lungo un vasto arco temporale che va dal 1961 al 2006, in parte inedite, in parte comparse singolarmente su quotidiani o periodici, tutte dedicate a Siena e allo splendido territorio che la circonda. Riunire e dare alle stampe queste opere era necessario sia per scongiurarne l’oblio, sia perché la raccolta così formata costituisce una testimonianza organica dell’avventura creativa della nostra Poetessa. L’avventura spirituale di un’artista che dall’amore per la sua terra, le sue bellezze, storia, tradizioni, trae ispirazione e alimento per un lirismo limpido e appassionato.

ISBN:  978-88-7626-046-9

Pagine:  58

Dimensioni:  14,5x21


Questo libro è stato aggiunto : Apr 01, 2008
Punti: 1262
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